Il titolo “ forte” non è una presa di posizione nei confronti di uno strumento utile (l’AI) bensì un invito a sviluppare una consapevolezza più matura su come avvicinarci all’intelligenza artificiale in modo equilibrato e sostenibile.
Per introdurre l’argomento è funzionale guardarsi indietro e pensare a quella che è stata un’altra grande silenziosa rivoluzione del XXI secolo: lo smartphone. Questo dispositivo ha cambiato tutto: il modo in cui ci informiamo, comunichiamo, lavoriamo, ci relazioniamo, ci innamoriamo, ci orientiamo, ecc.
L’adozione è stata rapidissima, ma non ci sono state sufficienti attenzione e consapevolezza su come gestire l’impatto sociale, personale e lavorativo.
Gli effetti di questa mancanza di consapevolezza sono adesso sotto gli occhi di tutti: la dipendenza dagli schermi, le difficoltà relazionali, il sovraccarico cognitivo, le problematiche psicofisiche date dall’eccessivo utilizzo dei dispositivi, ecc.
Questo è un esempio di come una tecnologia che (in teoria) ci avrebbe dovuto portare grandi benefici in realtà ha creato anche una vera e propria epidemia di disconnessione, malessere e problematiche, di cui ci iniziamo a rendere conto soltanto ora.
Prima il ben-Essere Umano
L’avvento dell’AI è un fenomeno di portata simile: sta silenziosamente trasformando ogni cosa e, a differenza dello smartphone, questa volta il cambiamento tocca in modo diretto e radicale il mondo del lavoro.
Oggi però abbiamo l’opportunità di non ripetere gli stessi errori e abbracciare questo potente cambiamento in maniera più consapevole ed equilibrata: investendo non solo nell’adozione tecnologica, ma anche e soprattutto nell’accompagnamento personale e umano.
Ricordiamoci infatti che l’AI è un sofisticato e potentissimo sistema predittivo e statistico, ma la struttura portante delle nostre imprese, aziende e organizzazioni rimangono le persone: esseri umani fatti di carne ed ossa, di un sistema nervoso spesso soggetto a stress e altre problematiche, di emozioni, di relazioni (a volte complicate) sviluppate nel tempo, di talenti, di coscienza, di creatività.
Tramite progetti formativi orientati al benessere, l’equilibrio e la consapevolezza delle persone in azienda abbiamo l’opportunità di rafforzare l’infrastruttura e la base da cui poter cavalcare l’onda dell’AI.
Solo così sarà possibile creare una sinergia dove intelligenza artificiale e componente umana si intrecciano in modo equilibrato e sostenibile, portando benefici e innovazione su tutti i livelli.
