In tutte le occasioni in cui ci troviamo ad interagire con altre persone nella vita di tutti i giorni, siamo alla costante ricerca più o meno consapevole di feedback immediati e possibilmente pertinenti. Che si tratti di una domanda posta di proposito, di un comportamento agito sulla base di una richiesta esplicita o di un semplice saluto, abbiamo bisogno di un riscontro che ci aiuti a capire quali effetti ha sortito il nostro agito sull’interlocutore.
Tuttavia, nonostante tale dinamica sia parte integrante del paradigma comunicativo, capita spesso di ricevere feedback poco chiari, o di essere carenti a nostra volta nel fornirli in maniera puntuale. Non dobbiamo però perderci d’animo o sentirci per questo in difetto: il fatto che fornire dei riscontri immediati durante le interazioni quotidiane risulti una pratica molto comune, non significa che sia anche semplice.
La gestione del feedback è infatti un processo complesso: intreccia elaborazione cognitiva e coinvolgimento emotivo, e la sua efficacia dipende in parte anche dal contesto.
In ambito organizzativo, non sorprende che la formazione su questo tema sia tra le più richieste: quando le persone comprendono con precisione se hanno agito correttamente – e su che cosa – migliorano l’allineamento con gli altri ruoli, il presidio delle proprie responsabilità e la qualità delle interazioni. La gestione del feedback è in sintesi una pratica di grande importanza per le organizzazioni, che va allenata per risultare mirata nei contenuti, nei modi e nei tempi, e che esprime appieno il proprio valore strategico quando aiuta a rendere chiaramente visibili gli obiettivi, i tempi e gli step operativi a venire.
Autore: Enrico C. – Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni.
